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venerdì, 30 novembre 2007
ONLINE IL NUOVO SITO

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Da lunedì 3 Dicembre, il blog abbandonerà splinder e si sposterà sul nuovo sito.

Una nuova veste grafica, nuove sezioni, e tanti contenuti in più, saranno alcuni dei maggiori miglioramenti apportati.

I commenti su splinder verranno disattivati stanotte e da domani reindirizzeranno automaticamente al nuovo sito. Si potrà continuare a commentare in modo anonimo, ma per chiunque fosse interesato è a disposizione una facile e veloce registrazione per scrivere col proprio nick.

Seguiranno ulteriori comunicazioni.

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giovedì, 29 novembre 2007
Aids e matrimoni

<<L'Aids è spesso frutto di un concetto sbagliato di matrimonio>>

Sembra quasi una frase senza senso, eppure a dirla è stata il papa ratzinger durante l'udienza coi vescovi del Kenya. Secondo lui è a cusa della poligamia che l'Aids si diffonde, a causa della promiscuità e ovvimente, del sesso prematrimoniale.

Parole scandalose quelle dette. Che bruciano addosso a chi, invece, si è sempre adoperato a buon cristiano, eppure questa malattia ce l'ha.

Padri di famiglia, monogami, che hanno l'aids, e che sfornanano 5/ 10 figli, perchè l'insegnamento cattolico è quello di procreare. Ogni figlio è una benedizione si sentono ripetere da quando sono nati. Ed allora, ogni figlio che nasce, ha sempre più possibilità di contrarre anch'esso la malattia.
E come se non bastasse, il papa predica anche contro l'aborto, contro chi, trovandosi in situazioni d'mergenza, preferisce arginare i problemi.
E questi problemi son sempre costituita dal papa e dalla chiesa, che per decenni si è battuta contro l'utilizzo dei preservativi in africa. Il risultato è sotto l'occhio di tutti. L'aids che dilaga, le coppie che senza contraccezione figliano uasi ogni anno, e nuovi malati di aids che si vanno ad aggiungere a quelli esistenti.
Eppure con tutte queste colpe addosso, con il peso di star rovinando un intero continente, si sentono in diritto di dire che la colpa è del concetto sbagliato di matrimonio. Giochi di potere sulla vita di uomini. Migliaia di morti l'anno, milioni negli anni.

No caro papa. Il problema non è il matrimonio, il problema sono le regole di indottrinamento che ogni giorno esportate in africa. E se aveste un minimo di coscienza, fareste pubblica ammenda, regalando insieme ai preservativi, un minimo di speranza a quelle popolazioni.


mercoledì, 28 novembre 2007
Il bene ed il male.

Termini dicotomici e quanto mai astratti. Cos'è il bene? Cos'è il male? Sono assoluti oppure sono relativi?
La risposta non è semplice, anzi, la complessità è proprio quella di non riuscire a stabilire dei confini netti tra le due presunte entità. Perché, sì, a parere di chi scrive queste sono entità convenzionali e nulla più. Non esiste un bene personificato in una figura umana o divina, così come il male non è prerogativa di un mai ben definito elemento satanico.
Il "bene" è associabile ad un piacere. Qualunque cosa porti piacere ad un individuo ovvero ad una comunità può essere considerato un bene. Il piacere può essere di tipo religioso, gastronomico, sessuale e chi più ne ha più ne metta: qualunque cosa che procuri piacere (al singolo e/o alla comunità) quindi è associabile al bene.
Di contro il "male" è qualcosa di dicotomico e speculare al precedentemente definito "bene": qualcosa che provoca turbamento, dispiacere e via dicendo ad un singolo oppure ad una comunità. Un tradimento, una dittatura, una guerra, un'epidemia.

Ma sono assolute queste due entità? No, non paiono esserlo. Perché il piacere sessuale che chiameremmo bene potrebbe essere male per qualsiasi altro affezionato al nostro partner. Il cibo che a noi procura piacere potrebbe causare un'indigestione all'amico seduto al fianco, la dittatura che ci opprime procura piacere e ricchezza all'avversa fazione politica, la guerra permette ai costruttori d'armi di navigare nell'oro... e si potrebbe continuare all'infinito.

E sul piano religioso? Il discorso non è differente. Appreso un metro, qualunque deviazione di questo diventa indiscutibilmente "male". Così il cristiano è "male" per il mussulmamno e viceversa. Il partigiano è un eroe per l'Italia repubblicana mentre era un terrorista per i nazifascisti, oggi molti iracheni sono terroristi per gli americani, patrioti per tanti altri.
Qual'è il confine tra bene e male, allora?
Il confine non esiste, ogni individuo ha un proprio metro, differente da quello di chiunque altro, sul cosa sia bene o male, positivo o negativo. Il sentimento di critica che ogni individuo possiede gli permette di giudicare secondo le proprie percezioni. Non bisogna affidarsi ai media, ai mezzi di comunicazione di massa. Si usi ognuno la propria coscienza critica e si sviluppi il senso relativo. Non è necessaria la presenza di un quantomai indefinibile Satana od un presunto Dio a dire cosa sia bene o male. Chi vuole, certamente, può trarre spunto liberamente dai testi sacri. Ed allora scoprirà a proprie spese cosa è il male: il Dio dei cristiani non ci pensa due volte a fulminare il povero Onan colpevole di aver disperso il seme, quello dei mussulmani, dal canto suo, risponde con la legge del taglione. Il Dio, tra l'altro, è lo stesso.
Ma trovo alquanto irritante che un'istituzione terrena, che sia cristiana, islamica, indù o buddista, che spessissimo nella propria storia è stata fonte di un male incalcolabile per la terra, la cultura, la scienza e la storia, debba dirci cosa è bene o male. Soprattutto se, ancora oggi, questa sedicente istituzione legata ad un fantomatico Dio si permette di allevare al suo interno stupratori e pedofili e, ancora peggio, di nasconderli alla legge, in virtù di un potere politico che, per quanto in via di indebolimento continuo, è ancora grande. Ecco cosa è male per tutti: l'ipocrisia.


domenica, 25 novembre 2007
missionari pedofili

Repubblica



La Compagnia di Gesù pagherà 50 milioni di dollari per risarcire 110 eschimesi che subirono abusi sessuali da religiosi gesuiti quando erano bambini o adolescenti, tra il 1961 e il 1987.
Gli scandali nella Chiesa americana continuano a rivelare nuove e inaspettate storie, cominciati nel 2002 a Boston, sembravano dover finire con il grande accordo di quest'estate tra la diocesi di Los Angeles e 508 persone che erano state molestate o stuprate negli ultimi settant'anni.

Ma ora dall'Alaska arriva la notizia che per tre decenni in 15 minuscoli villaggi, tra i più isolati e remoti al mondo, abitati dagli Yupik, che insieme agli Inuit formano il popolo eschimese, si sono ripetute violenze e abusi da parte di una decina di preti e da tre missionari della Compagnia fondata da Ignazio di Loyola.
Da quattro anni erano cominciate le denunce, ma prima del processo si è arrivati ad un'offerta di risarcimento che eviterà il dibattito in tribunale. Secondo l'avvocato degli eschimesi, Ken Roosa, si tratta di una cifra record per un ordine religioso, grazie all'accordo extragiudiziale ogni vittima riceverà oltre mezzo milione di dollari, in cambio nessuno dei gesuiti verrà incriminato e non è richiesta alcuna ammissione di colpevolezza.

La Compagnia di Gesù, attraverso il padre provinciale dell'Oregon, John Whitney, responsabile per l'Alaska, ha mostrato fastidio per la pubblicità data all'accordo, ha definito l'annuncio prematuro e ha negato che i gesuiti abbiano inviato per anni "in esilio" in Alaska sacerdoti di cui conoscevano le tendenze sessuali, come invece sostengono alcune delle vittime. Lo stato nel nord-ovest del continente americano viene invece definito dai gesuiti come "una delle terre di missione più difficile" e per questo la Compagnia sostiene di inviarvi i missionari più coraggiosi e preparati.

A St. Michael, un'isoletta lunga 15 chilometri che si trova nel Norton Sound, la baia del mare di Bering scoperta dal capitano James Cook nel 1778, il diacono Joseph Lundowski abusò di quasi tutti i bambini di Stebbins e St. Michael, i due minuscoli villaggi abitati da 150 famiglie.

Accusato da 34 persone, che nelle testimonianze raccontano delle violenze avvenute in una minuscola chiesa, dopo il catechismo, durante i bui pomeriggi dell'inverno dell'Alaska, Lundowsky era un gigante con la testa pelata e gli occhi blu, lavorava come diacono per la diocesi anche se i gesuiti hanno negato alcun legame con il loro ordine e ufficialmente non sapevano chi fosse. Lasciò l'isola nel 1975 e ora si è scoperto che è morto una decina di anni fa a Chicago alla Pacific Garden Mission, un ricovero religioso con mensa e dormitorio. La maggior parte dei sacerdoti accusati sono ormai morti e le vittime, scelte nel tempo tra chi aveva tra i cinque e i quindici anni, oggi hanno tra i trenta e i sessant'anni.

In questa causa, come nel caso di Los Angeles, i gesuiti pagano per un mancato controllo e per aver tenuto nascosto per anni lo scandalo, nel 2004 si erano poi aggiunte accuse di aver bruciato e distrutto documenti che dimostravano il comportamento dei religiosi. Tra i sacerdoti sotto accusa il reverendo James Poole, fondatore della radio cattolica del Nord dell'Alaska, che oggi vive in una casa di riposo. Secondo l'accusa i gesuiti sapevano fin dal 1960 che teneva "comportamenti sessuali inappropriati" ma anche quando lo richiamarono a Portland lasciarono che continuasse ad insegnare ai bambini.

L'avvocato delle vittime, da Anchorage dove ha lo studio, racconta che nessuno aveva mai avuto il coraggio di denunciare finché non arrivò notizia dello scandalo che aveva investito la diocesi di Boston, allora a poco a poco emersero storie di disperazione, alcolismo e suicidi. "In alcuni villaggi eschimesi - sostiene Roosa - è difficile trovare un adulto che non sia stato sessualmente abusato. Ma nessuno ha ammesso che i preti problematici venivano confinati in Alaska. Ora per i nostri clienti questo accordo significa che le loro storie di abusi, sempre negate, sono finalmente riconosciute".



Le cifre sono da capogiro e colpiscono, come un pugno nello stomaco, soprattutto per la negligenza degli organi di controllo.
Centinaia di abusi, perpretati col benestare delle alte sfere, purchè restassero lontani dagli occhi dell'opinione pubblica.

Quando mai finiranno queste cose?