Crimen Sollicitationis
Cercando tra gli scheletri (tanti, a dire il vero) si scoprono sempre nuove e mirabili chicche.
Oggi parliamo di un documento redatto dalla Congregazione per la Dottrina della Fede nel 1962. In questo documento si davano istruzioni sul come trattare la sicurezza dei dati raccolti nel confessionale e, udite-udite, a come domportarsi qualora il prete di turno fosse stato colpevole di scandali con animali, uomini e bambini.
Per la cronaca, tale documento ricevette l'approvazione di papa Giovanni XXIII.
Di questo documento si sa molto poco, anche se la sua esistenza pare ormai certa. Il Crimen impone segretezza a tutti i livelli, persino sulla sua stessa esistenza, pena la scomunica.
Indovinate quando questo documento è salito agli onori del palco. Ebbene, non ci vuol molto ad identificare il carnefice ed il motivo. Nel 2001 fu Ratzinger stesso ad invocare il suo uso per coprire lo scandalo dei preti pedofili che spopolava negli Stati Uniti. A quanto pare, la cosa si è allargata a tutte le diocesi del mondo.
Di fatto questo documento è un meraviglioso cappio a difesa dell'omertà. Da un lato è d'intralcio alla giustizia: non è possibile testimoniare e rivelare cose poste dalla chiesa sotto segretezza. Ma se lo fai, sei scomunicato. Questa è mafia.
Benedetto XVI è stato indagato negli USA per aver ostacolato la giustizia (Obstruction of justice). L'allora cardinale Ratzinger ha infatti chiesto, tramite l'epistola De Delictis Gravioribus del 18 maggio 2001 e rivolta a tutti i vescovi del pianeta, di non testimoniare in tribunali civili (pena la loro scomunica).
Ciò riguarda chiaramente anche gli innumerevoli casi di molestie sessuali che furono perpetrati dai sacerdoti pedofili negli Stati Uniti.
Nel documento, Ratzinger scrisse che «nei Tribunali costituiti presso gli ordinari o i membri delle gerarchie cattoliche solamente i sacerdoti possono validamente svolgere le funzioni di giudice, promotore di giustizia, notaio e difensore» ribadendo che «le cause di questo tipo sono soggette al segreto pontificio» e che si sarebbero dovuti attendere 10 anni, da quando le vittime avessero compiuto la maggiore età, per rivelare le accuse (ottenendo in questo modo la prescrizione dei reati, a quel punto non più perseguibili). Bravo, complimenti.
Per la cronaca, come già riportato in precedenti articoli, l'unico passo che la Santa Madre Chiesa fa oggi per punire i porci preti pedofili è quello di trasferirli di parrocchia in parrocchia, senza denunciarli, senza punirli e senza fare giustizia. Emblematica la lettera del Card. Ruini alle famiglie dell'eclatante caso esploso nel fiorentino: "Tranquilli, lo abbiamo trasferito".
Evito di dire cosa farei della lettera, ma, mi chiedo...è questa la coscienza della Chiesa? E' questo il loro senso di giustizia?
Sono così legati al potere da non provare nemmeno a fare pulizia al loro interno? Credono davvero che certe cose non si vengano a sapere?
Siamo coscienti che i casi che vengono alla ribalta sono una piccola percentuale di quelli che ogni giorno avvengono. Il motivo e presto detto: vergogna, paura, sudditanza. Eppure oggi le cose si sanno. Davvero fanno finta di nulla?
Oppure questo è un modo per far finta di nulla e passare all'autodifesa, ben consci proprio che la parte del clero coinvolta in questi crimini sia davvero così grande che sarebbe impossibile continuare a mantenere un dignitoso conticino in banca nello IOR?
Per carità, le mie sono solo elucubrazioni. Ma un dato di fatto è l'ottusità della Chiesa quando scoppiano casi del genere. Il suo non voler a tutti i costi fare giustizia, il suo barricarsi a difesa dei preti pedofili. Difendere è un sinonimo di sostenere. Se difendi il pedofilo sostieni la pedofilia. Se sostieni la pedofilia sei come un pedofilo.
- scribacchiato da: DonFabio a 14:32 |
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